Togo: la storia vera del Siberian Husky che attraversò l’Alaska

Quando si parla della famosa Serum Run del 1925, il nome di Balto è probabilmente quello più conosciuto. Ma dietro quella straordinaria staffetta c’era anche un altro cane, che affrontò una delle parti più lunghe e difficili del percorso: Togo, un Siberian Husky e cane guida della squadra di Leonhard Seppala.
La sua storia è fatta di resistenza, intelligenza e di un legame speciale con il suo musher.
Chi era Togo?
Togo nacque il 17 ottobre 1913. Era un Siberian Husky, appartenente alla linea di cani da slitta di origine siberiana utilizzata da Leonhard Seppala.
Da adulto pesava circa 48 libbre, poco meno di 22 chilogrammi, ed era caratterizzato da un mantello scuro con zone color crema, nere e grigie e da occhi azzurro ghiaccio.
Il suo nome fu scelto in riferimento all’ammiraglio giapponese Heihachirō Tōgō, protagonista della guerra russo-giapponese.
Oggi Togo è ricordato soprattutto come uno dei più importanti cani da slitta della storia dell’Alaska.
Un cucciolo difficile da gestire
La storia di Togo non iniziò come quella di un cane destinato a diventare famoso.
Da cucciolo era piccolo, vivace e difficile da controllare. Ebbe anche problemi alla gola che fecero perdere temporaneamente a Seppala l’interesse nei suoi confronti.
A un certo punto Togo fu affidato a un’altra famiglia.
Ma il cucciolo non voleva stare lontano da Seppala.
Riuscì a scappare dalla nuova casa saltando attraverso una finestra e tornò dal suo vecchio proprietario.
Il comportamento di Togo era spesso problematico: disturbava le squadre quando Seppala preparava le slitte e cercava continuamente di unirsi ai cani durante le partenze.
Alla fine Seppala decise di sfruttare quella sua energia.
Lo mise in una delle posizioni davanti alla slitta.
Quella decisione cambiò completamente la sua vita.
Il talento naturale di un cane da slitta
Togo dimostrò rapidamente di avere qualità eccezionali.
Durante la sua prima esperienza con una squadra arrivò a percorrere più di 75 miglia in un solo giorno, una distanza straordinaria per un cane ancora giovane e inesperto.
Seppala capì che Togo non era semplicemente un cane pieno di energia.
Aveva qualcosa di più importante per un cane guida: la capacità di prendere decisioni sulla neve e sul ghiaccio.
Con il passare degli anni, Togo divenne il principale lead dog di Seppala.
I due parteciparono anche a diverse competizioni di sleddog e costruirono un rapporto molto stretto.
L’emergenza di Nome
Nel gennaio del 1925, la città di Nome, in Alaska, fu colpita da una grave epidemia di difterite.
La città era isolata dal ghiaccio e dalla neve e il trasporto dell’antitossina necessaria per curare i malati era estremamente difficile.
La soluzione fu organizzare una staffetta di squadre di cani da slitta e mushers.
Il farmaco doveva essere trasportato da Nenana a Nome, lungo un percorso di circa 674 miglia. La staffetta coinvolse numerose squadre e più di 150 cani.
Tra i mushers scelti per affrontare la parte più difficile c’era proprio Leonhard Seppala, con Togo alla guida della sua squadra.
La parte più pericolosa del viaggio
Seppala e Togo affrontarono condizioni estremamente difficili.
Il percorso comprendeva neve profonda, forti venti, temperature estreme e zone ricoperte da ghiaccio instabile.
Uno dei momenti più rischiosi arrivò quando la squadra raggiunse il Norton Sound, una vasta area ghiacciata lungo la costa dell’Alaska.
Attraversare quella zona significava affrontare il rischio di crepacci e aperture improvvise nel ghiaccio.
Togo fu fondamentale.
Come cane guida, doveva individuare il percorso più sicuro e permettere agli altri cani di seguirlo.
Secondo le testimonianze riportate dalle fonti storiche, in una situazione particolarmente pericolosa Togo riuscì persino a recuperare una fune dopo essere caduto nell’acqua gelida, contribuendo a permettere alla squadra di raggiungere la sicurezza.
Togo percorse 261 miglia
Il dato più impressionante della sua partecipazione alla Serum Run riguarda la distanza.
La squadra di Seppala percorse circa 261 miglia, più di 420 chilometri.
Togo affrontò inoltre circa 135 miglia con il siero a bordo, una delle parti più impegnative dell’intera staffetta.
Il percorso di Togo fu quindi molto più lungo di quello percorso da Balto nell’ultima parte della staffetta.
Questo non significa che Balto non abbia avuto un ruolo importante.
La Serum Run fu un’impresa collettiva, realizzata da numerosi mushers e squadre di cani.
Togo, però, affrontò una delle sezioni più lunghe e pericolose del viaggio.
Togo e Balto
Per molti anni la storia della Serum Run è stata raccontata soprattutto attraverso Balto.
Balto guidò la squadra che completò l’ultimo tratto fino a Nome e il suo arrivo contribuì a renderlo famoso in tutto il mondo.
Togo, invece, rimase per molto tempo meno conosciuto dal grande pubblico.
Le fonti storiche mostrano però che il viaggio di Togo con Seppala fu enormemente più lungo: circa 261 miglia, contro le circa 55 miglia dell’ultima squadra associata a Balto.
Per questo oggi Togo viene ricordato come uno dei protagonisti principali della missione.
Il rapporto tra Togo e Seppala
La storia di Togo non riguarda soltanto la distanza percorsa.
Riguarda anche il rapporto tra il cane e il suo musher.
Seppala conosceva perfettamente le capacità del suo cane e si fidava delle sue decisioni sul percorso.
Togo, a sua volta, era abituato a lavorare con Seppala e a guidare gli altri cani.
Dopo la Serum Run, Seppala continuò a considerarlo uno dei migliori cani con cui avesse mai lavorato.
Il loro rapporto durò per molti anni.
Gli ultimi anni di Togo
Dopo la grande staffetta del 1925, Togo non tornò più a percorrere una distanza così lunga.
Continuò però a essere protagonista di eventi e dimostrazioni legate allo sleddog.
Con l’età arrivarono anche problemi di salute.
Togo morì nel 1929, a 16 anni.
Dopo la sua morte, Seppala fece conservare il corpo del suo cane.
Oggi la sua pelle montata è esposta presso l’Iditarod Trail Sled Dog Race Headquarters in Alaska, mentre lo scheletro di Togo è conservato nelle collezioni del Yale Peabody Museum of Natural History.
Togo e il Siberian Husky
La storia di Togo è strettamente legata alla storia del Siberian Husky.
Togo era infatti un Siberian Husky e rappresenta bene il ruolo che questi cani hanno avuto nello sleddog del Nord.
Il Siberian Husky è stato selezionato per lavorare in condizioni fredde, trainare slitte e percorrere lunghe distanze.
Togo rappresenta quindi un importante esempio storico delle capacità di lavoro della razza.
Se vuoi conoscere meglio questa razza, puoi leggere anche il nostro approfondimento dedicato al Siberian Husky, dove raccontiamo le sue origini, caratteristiche, carattere, esigenze e particolarità.
Una storia che merita di essere ricordata
Togo non è diventato famoso perché arrivò per primo davanti alle telecamere.
La sua importanza nasce da ciò che fece durante il viaggio.
Attraversò centinaia di chilometri in condizioni estreme, guidò una squadra attraverso zone pericolose e contribuì al trasporto di un farmaco fondamentale per una città isolata.
La Serum Run fu un’impresa collettiva.
C’erano uomini, donne, mushers e moltissimi cani.
Ma tra tutti quei cani, Togo rimane uno dei protagonisti più importanti.
Conclusione
La storia di Togo dimostra che dietro una grande impresa non sempre c’è il nome più famoso.
Il Siberian Husky di Leonhard Seppala affrontò una delle parti più difficili della Serum Run del 1925 e percorse una distanza straordinaria per un cane da slitta.
Per anni la sua storia è rimasta nell’ombra di quella di Balto.
Oggi, però, Togo è ricordato per quello che realmente fu: un eccezionale cane da slitta, un leader della sua squadra e uno dei protagonisti della missione che portò il siero fino a Nome.
